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ELETTROTERAPIA
Muscles Dénervés
Muscoli denervati
Scelta della forma e dei parametri dell'impulso

La forma rettangolare è sempre quella che si rivela più idonea per innescare un potenziale di azione a livello della cellula eccitabile. Infatti è la forma rettangolare che permette di ridurre i parametri elettrici ai loro valori minimi e di garantire in questo modo il massimo del comfort e della sicurezza al paziente (si veda il capitolo "Principi fondamentali dell'elettrostimolazione"). La forma triangolare è giustificata se si desidera ottenere, in modo selettivo, l'eccitazione delle fibre muscolari denervate per un muscolo parzialmente denervato o quando il muscolo denervato è circondato da muscoli innervati. Se un muscolo è normalmente innervato, la sua stimolazione avviene eccitando il suo nervo motore mediante impulsi rettangolari bifasici di breve durata (tra 0,15 e 0,35 ms) disponibili con il programma "neurostimolazione".

Se invece si intende stimolare un muscolo completamente denervato, occorre utilizzare impulsi rettangolari molto più lunghi (tra 50 e 200 ms) poiché la fibra denervata è difficilmente eccitabile e occorre quindi una grande quantità di cariche elettriche per raggiungere la soglia di eccitazione. Questi impulsi di lunga durata non saranno bifasici, altrimenti si raddoppierebbe il tempo di passaggio della corrente con una sostanziale diminuzione del comfort per il paziente.

Per evitare il problema di ustioni chimiche mediante polarizzazione, gli impulsi saranno emessi alternativamente in un senso e poi nell'altro (impulsi equilibrati). Questo tipo di impulso detto equilibrato è indicato per il metodo di trattamento bipolare del muscolo denervato poiché il punto motore non esiste più.

In presenza di un muscolo parzialmente denervato, a seconda delle condizioni cliniche e della scuola di pensiero di cui si fa parte, si dovrà procedere a una scelta tra le varie possibilità di stimolazione realizzabili... Si potrà così:

1 - Lavorare soltanto sulla parte innervata mediante impulsi rettangolari bifasici, così da ottenere una ipertrofia delle fibre innervate per compensare quelle denervate (ipertrofia compensativa).

2 - Lavorare soltanto sulla parte denervata mediante impulsi a pendenza nella speranza di prevenire parzialmente l'atrofia e limitare il fenomeno di sclerosi in attesa della reinnervazione. Occorre quindi determinare la pendenza da utilizzare per eccitare in modo mirato le fibre denervate e non le fibre innervate e nemmeno i motoneuroni. Risulta quindi necessario eseguire una ricerca della pendenza mediante il sistema automatico del Compex 3 con impulsi di 100 ms o, ancora meglio, dopo aver stabilito la curva di adattamento che permette di scegliere una durata degli impulsi eventualmente più breve.

Una volta stabilita la pendenza, Compex 3 adatterà automaticamente l'ampiezza dell'impulso all'intensità utilizzata in modo da mantenere costante la pendenza (si veda il grafico seguente). Questi impulsi a pendenza dovranno essere equilibrati per ottenere una media elettrica nulla al fine di evitare ustioni chimiche.

3 -Lavorare contemporaneamente sulla parte denervata e su quella innervata mediante impulsi rettangolari di lunga durata (100 ms). Questa soluzione appare tuttavia poco interessante poiché la risposta meccanica ottenuta è relativa principalmente alla parte innervata ed è possibile conoscere l'intensità sufficiente soltanto per ottenere un buon reclutamento spaziale delle fibre denervate. Inoltre, la stimolazione della parte innervata avviene con impulsi troppo larghi che impediscono un buon reclutamento spaziale dovuto al dolore da un lato e non consentono frequenze fisiologiche normali di funzionamento delle unità motrici dall'altro.

4 - Lavorare alternativamente sulle fibre innervate (come nel caso 1) e sulle fibre denervate (come nel caso 2).