Dallo studio delle pubblicazioni dedicate alla riduzione degli stati dolorosi tramite l'aumento della produzione di endorfine, si evince che gli impulsi da utilizzare devono essere di entità sufficiente a eccitare le fibre nervose di tipo A e quindi anche le A, in grado cioè di produrre scosse muscolari. La frequenza di lavoro sarà quindi molto bassa, con valori compresi tra 1 e 5 Hz.
Oltre all'effetto generale di aumento della produzione di endorfina a livello dell'ipotalamo - il che innalza la soglia di percezione del dolore - si produce anche un effetto di capitale importanza a livello locale. Le 5 scosse muscolari indotte dalla stimolazione causano infatti un marcato fenomeno di iperemia che drena i metaboliti acidi e i radicali liberi accumulati nelle zone muscolari contratte cronicamente.